Il laveggio (lavèc)

in Pietra Ollare
della Valmalenco

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Il laveggio, o in dialetto lavèc, è tra gli oggetti che meglio rappresentano la tradizione della Valmalenco. Questa pentola, in passato unica in uso nelle case dei paesi dell’arco alpino, è conosciuta per le sue grandi proprietà refrattarie (acquisto e perdita lenta del calore) che la rendono ideale per la cottura di stufati, brasati, arrosti, selvaggina, minestre e di tutti quei cibi che richiedono una cottura lenta. Affini sono le piastre per bistecche, o in dialetto piòde, in Pietra Ollare della Valmalenco. Queste bistecchiere consentono una cottura degli alimenti sana e senza condimenti.

Preparazione del laveggio (lavèc)

Prima di utilizzare il vostro laveggio è necessario spalmare l’interno e l’esterno dell’oggetto con olio, burro o strutto (anticamente veniva usato l’albume), quindi lasciare che la pentola assorba bene per qualche giorno. Al primo utilizzo è consigliato preparare minestroni o bolliti oppure riempire il laveggio di sola acqua, sistemarlo quindi in un forno elettrico facendo salire in circa due ore la temperatura (100, 150 e 200 gradi). Questo processo consente una regolare dilatazione e previene la formazione di crepe o incrinature.

Preparazione del laveggio (lavèc)

Prima di utilizzare il vostro laveggio è necessario spalmare l’interno e l’esterno dell’oggetto con olio, burro o strutto (anticamente veniva usato l’albume), quindi lasciare che la pentola assorba bene per qualche giorno. Al primo utilizzo è consigliato preparare minestroni o bolliti oppure riempire il laveggio di sola acqua, sistemarlo quindi in un forno elettrico facendo salire in circa due ore la temperatura (100, 150 e 200 gradi). Questo processo consente una regolare dilatazione e previene la formazione di crepe o incrinature.

Utilizzo e conservazione

Durante la cottura dei cibi è necessario utilizzare il laveggio con una retina spargifiamma ed evitare di aggiungere acqua fredda. Dopo l’utilizzo bisogna far raffreddare la pentola evitando di sottoporla a sbalzi di temperatura o ad urti. Il laveggio va lavato dopo il raffreddamento con detersivi neutri non abrasivi.

Pietra ollare

L’aggettivo ollare, che risale dal latino aula/ae=pentola, indica tutta una gamma di pietre tenere, resistenti al calore e di facile lavorazione. Conosciute fin dall’antichità queste tipologie di pietre ben si prestano a lavorazioni di oggetti e complementi di arredo. In particolare la Pietra Ollare della Valmalenco è costruita sia da talcoscisti che da cloritoscisti, entrambe rocce strettamente connesse con le serpentiniti. Ital Export Valmalenco è co-proprietaria dell’unica cava di pietra ollare che si trova alla località Pirlo, situata sopra Chiesa in Valmalenco.

Pietra ollare

L’aggettivo ollare, che risale dal latino aula/ae=pentola, indica tutta una gamma di pietre tenere, resistenti al calore e di facile lavorazione. Conosciute fin dall’antichità queste tipologie di pietre ben si prestano a lavorazioni di oggetti e complementi di arredo. In particolare la Pietra Ollare della Valmalenco è costruita sia da talcoscisti che da cloritoscisti, entrambe rocce strettamente connesse con le serpentiniti. Ital Export Valmalenco è co-proprietaria dell’unica cava di pietra ollare che si trova alla località Pirlo, situata sopra Chiesa in Valmalenco.

Caratteristiche

La pietra ollare del Pirlo è una varietà compatta di cloritoscisto composta da un fitto feltro di minutissime lamelle di clorite per circa il 95%. Le più recenti analisi della clorite che compone la pietra ollare del Pirlo la qualificano come una varietà ferrifera di clinocloro (ripidolite). Ad essa si associano altri minerali come magnetite, importante per la tenuta come “pietra da fuoco”, epidoto, apatite, titanite, talco, pirite, ecc.

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